Non permettere a nessuno di pestarti il cuore.
| — | Giulia Carcasi (via ipusheveryoneaway) |
| — | Giulia Carcasi (via ipusheveryoneaway) |
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Fedor Dostoevskij, Le notti bianche (via qualcooono) |
“Ci fosse solo un posto me ne andrei di qua. Avessi solo un modo per portarti via, ti porterei in un mondo senza gravità.”
— Mezzosangue; Circus
«A ripensarci, però,» si disse «sono ben strani i cambiamenti che ho dovuto subire! E’ terribile non poter mai essere sicuri di che cosa si è! Credo di essere una persona e da un momento all’altro scopro che non sono affatto quella persona, bensì qualcun altro!»
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Lewis Carroll; Alice nel paese delle meraviglie
| — | Nitro (via sietetropposimpaticigiuro) |
Ci sono cose che di me non sa quasi nessuno, neppure i miei genitori.
Sono cose per cui ho sofferto, cose che mi hanno letteralmente lacerata dentro. Cose che credevo facessero parte del mio passato e invece, ad oggi, ancora mi tormentano. Sono emozioni che hanno preso il sopravvento e che alle volte sono così potenti che mi si spezzano le parole in gola. Sono ciò che si traduce negli attacchi di panico, nella paura di cose assurde come la possibilità che tutto si spezzi e vada in frantumi. Sono cose difficili da spiegare, cose che probabilmente non tutti riuscirebbero a capire. Cose che ti segnano, che ti lasciano credere che niente possa tornare più come prima. Cose per cui una parola di conforto, un abbraccio o un “ti capisco” non bastano.
Spesso ho avvertito l'esigenza di andare lontano, di lasciarmi tutto alle spalle, come se poi i brutti ricordi fossero un luogo da poter chiudere a chiave e non riaprire più. Ho desiderato di frequentare persone diverse, di poter uscire di casa senza che nessuno mi conoscesse e, addirittura, presentarmi a qualcuno con un nome diverso dal mio. “Ricominciare da capo” per me significava dover ricostruire tutto come se nulla fosse mai esistito. Inutile dire che, no, non funziona così.
Ogni volta che la soglia da oltrepassare si faceva più pericolosa, mi ripetevo: “dai, peggio di così non potrei stare”. Ho pensato di aver superato i miei limiti così tante volte da non riuscire neppure a ricordarle tutte.
È incredibile quanto sia facile pensare che, a diciott'anni, qualcuno non possa sentirsi così triste, così isolato, mentre invece…
Non è mai facile condividere il proprio dolore, né rendere partecipe qualcuno della nostra vita, soprattutto se crediamo che chi ci circonda non sarebbe in grado di comprenderci, ma il vuoto non si combatte da soli. Non puoi farcela a sopravvivere.
Perciò ditele le cose, tiratele fuori le vostre paure, le vostre difficoltà, i vostri malumori, le vostre mancanze, i vostri desideri, le vostre voglie, i vostri pensieri, le vostre malinconiche tristezze. Raccontate come vi sentite, come state, cosa provate, anche allo specchio. Parlatene. Ascoltate la vostra voce pronunciare i vostri limiti. Sedetevi a tavola con i vostri genitori e parlatene. Chiamate i vostri amici e raccontatevi.
È tutto troppo imprevedibile e breve per rimanere zitti. Non aspettate di raggiungere la vostra soglia da oltrepassare: fermatevi prima. Parlatene.
Nebbia fitta senza sogni. Un valido motivo per cercare calore e amore. Un valido motivo per chinare la testa e affogare nel pensiero compulsivo. Un gatto si arrampica sulla mia spalla e mi dice di tenere duro. Ma di notte si fa fatica a tenere duro. E il gatto è d'accordo ma insiste che almeno dovrei provarci. E poi niente non ha detto altro.